Il fondatore di Tenute Matera ai microfoni di “Storytime – Evoluzione Radio”, il format in onda su Radio Canale Italia: sette generazioni di olivicoltura pugliese, la scintilla accesa in Malesia e i progetti che verranno.
“Nel mio sangue scorre la Puglia, scorre l’olio, scorre la terra pugliese.”
C’è tutta l’anima di Tenute Matera nell’intervista che Nicola Matera ha rilasciato a “Storytime – Evoluzione Radio”, il format radiofonico in onda su Radio Canale Italia che racconta i protagonisti del mondo del lavoro italiano. Una chiacchierata a cuore aperto in cui il nostro fondatore ha ripercorso le radici della famiglia, la nascita del brand e la visione che guida ogni bottiglia: portare un pezzo di Puglia nel mondo.
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Sette generazioni, un ulivo piantato intorno al 1805
Tutto comincia da un racconto tramandato dal bisnonno. Intorno al 1800 la famiglia Matera possedeva soltanto terreni nudi, coltivati a grano e cereali: l’ulivo, all’epoca, era un privilegio dei latifondisti, perché è una pianta che chiede anni prima di restituire i suoi frutti. Fu una scelta controcorrente quella di piantare i primi ulivi su quei terreni, abbracciando una logica di mercato nuova per l’epoca.
“Il 1805 è una data indicativa, non un atto notarile”, ha precisato Nicola in diretta. “Io sono la settima generazione di olivicoltori: è un racconto che mi ha tramandato il mio bisnonno.” Da quella intuizione, generazione dopo generazione, l’azienda è cresciuta fino ad arrivare a lui, che ha deciso di fare ciò che nessuno in famiglia aveva mai osato: portare quella qualità custodita gelosamente in Puglia fuori dai confini della regione, in tutto il mondo.
La scintilla in Malesia
Nicola ha sempre viaggiato con una bottiglietta di olio extravergine in valigia. Non per posa, ha raccontato ai microfoni di Storytime, ma per colmare un vuoto: piatti stupendi, sapori unici, eppure mancava sempre qualcosa che potesse legare il tutto. La svolta arriva in un ristorante sperduto in una foresta della Malesia: un filo d’olio versato sul piatto, l’assaggio del ristoratore e quel sorriso “che non si può nascondere”.
“Il nostro olio non è un’invasione: è un invito. Penso che l’olio sia l’alimento più democratico che possa esistere.”
Un’idea di inclusione che per Nicola ha radici antiche e vicinissime a casa: il Castel del Monte di Federico II, a pochi minuti dai nostri uliveti, dove l’imperatore riuniva alla sua corte persone da tutto il mondo. La stessa missione anima oggi Tenute Matera, con collaborazioni attive insieme a chef giapponesi, coreani e indiani per far dialogare l’extravergine pugliese con le cucine di ogni cultura.
Un olio vivo: la coratina che fa (piacevolmente) tossire
Come dovrebbe essere il primo assaggio di un olio Tenute Matera? La risposta di Nicola ha spiazzato il conduttore: “Vorrei che chi lo prova tossisca. Perché quella tosse racconta un olio vivo.” Dietro il pizzico in gola ci sono i numeri della nostra coratina in purezza: acidità dello 0,2% contro un limite di legge dello 0,8%, e un patrimonio di polifenoli che va dai 600 ai 950 mg per chilo.
Numeri che nascono da scelte precise raccontate in radio: olive raccolte leggermente acerbe, molitura a poche ore dalla raccolta e tempi di gramolazione ridotti a circa 10 minuti contro i 25–30 abituali. Una resa minore in quantità, una qualità eccellente nel bicchiere: pomodoro, mandorla ed erba sfalciata, i sentori di un olio che non ha nulla da nascondere.
I progetti futuri: turismo, moda e l'”orcio vestito”
Nel “calderone” di Tenute Matera, come lo ha definito Nicola, bollono progetti ambiziosi. Il primo: stringere rapporti con le realtà che promuovono il turismo in Puglia, per unire il viaggio alla tradizione olearia della nostra terra. Il secondo guarda alla moda: è in lavorazione una collezione dedicata ai nostri orci in ceramica, a partire da Radici, l’orcio di punta che verrà “vestito” con tessuti tipici da tutto il mondo, dal batik malese in avanti.
Il tutto senza mai spostare la produzione da qui: 100% made in Puglia, con certificazione di agricoltura integrata e grande attenzione all’ambiente e al riciclo dei materiali.
Contatti
Come ricordato in chiusura di intervista, ci trovate in Via Toti 17 ad Andria (BT), al numero 377 5932211, via mail a [email protected] e sui social Facebook e Instagram — dove, come ha tenuto a precisare Nicola, “risponde sempre la mano e la voce del founder”.
🍃 Grazie alla redazione di “Storytime – Evoluzione Radio” e a Radio Canale Italia per l’ospitalità.